Venerdì, 03 Maggio 2019 21:05

CALABRO' SANTO 1927*

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BIOGRAFIA DI SANTO CALABRO’

(PRESIDENTE ONORARIO DELL’ASSOCIAZIONE DEI MINATORI DEL COMUNE DI MOTTA SAN GIOVANNI)

Santo Calabrò nacque a Motta San Giovanni il 04 gennaio 1927 da Damiano e Lucia Tripodi, terzo di nove figli. Dopo aver concluso le scuole elementari, nonostante fosse molto portato per gli studi, dovette ritirarsi per andare a lavorare ed essere di aiuto alla famiglia. A quei tempi si andava alla ricerca di lavori sempre più redditizi anche se pericolosi, così fu anche per lui e all'età di soli 15 anni, il 27 aprile 1942 fu assunto in galleria a Torino con la qualifica di garzone. Ebbe la qualifica di minatore nel 1946 a Torino, quella di caposquadra nel 1950 ad Aosta, quella di capo-imbocco a Caserta, di assistente di cantiere ad Agrigento, per arrivare nel 1958 a Napoli dove ebbe la qualifica di capo-cantiere. Nel frattempo aveva conseguito anche la qualifica di fuochino.

Nel 1948 si sposò con Vincenza Minniti, appena diciottenne, con cui ebbe quattro figli: Damiano Carmelo, Antonina, Lucia e Bianca Marina. Nel 1975 si ritirò dal lavoro per motivi di salute, la silicosi infatti si era manifestata in modo preoccupante da una decina di anni. Per le sue alte capacità professionali maturate in tanti anni di galleria sia nell'esecuzione del lavoro che in quelle di organizzare il cantiere per il buon andamento operativo, dopo il pensionamento, fu voluto come consulente di cantiere per una grossa società di costruzioni napoletana con cui aveva lavorato fin dal 1958 la quale molto spesso faceva ricorso alle sue competenze lavorative. L’ultimo cantiere che ha visto la sua direzione è stato quello del tunnel della tangenziale autostradale tra Pescara e Montesilvano nel 1982.

 Si prodigò sempre con grande generosità per far assumere nei vari cantieri dove lavorava molti suoi compaesani che andavano alla ricerca di un lavoro. È stato fin da subito sensibile a far tramandare il ricordo ed i sacrifici dei minatori mottesi, dei tanti caduti in miniera e nelle gallerie o per aver contratto la silicosi. Nel 1958 fu promotore di una raccolta fondi per trentaquattromila lire nel cantiere di Rio Secco nel comune di Casoli in provincia di Chieti dove lavorava che ha inviato a Motta San Giovanni per la costruzione del monumento del minatore inaugurato poi dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Devotissimo a Santa Barbara, la patrona dei minatori, nel 1975 ha costituito a Motta San Giovanni un comitato insieme a dei suoi compagni minatori per festeggiare ogni 4 dicembre la santa patrona dei minatori. Il comitato da lui presieduto e guidato era composto dai seguenti suoi sei amici minatori Anghelone Giovanni, Franco Carmelo, Mallamaci Benito, Sergi Giuseppe, Verduci Domenico e Verduci Paolo. Fu il principale promotore insieme al suddetto comitato della costruzione in contrada Leina di Motta di un mausoleo dei minatori, oggi denominato Parco delle Rimembranze. Nel parco sono state riprodotte due gallerie e su lastre di pietra adiacenti alle suddette gallerie sono state scolpiti, a futura memoria, i nomi di tutti i minatori mottesi morti in galleria e per silicosi.

Nel 2004 fu tra i principali promotori per la trasformazione del vecchio comitato nell’ Associazione dei Minatori Mottesi che venne costituita con atto notarile il 04 ottobre 2004. Venne contestualmente nominato, da tutti i soci fondatori, Presidente Onorario a vita con compiti di rappresentanza esterna dell’associazione.

Partecipò, fin dalla sua prima edizione del 2003, quale rappresentante dei minatori nella commissione comunale per l’assegnazione del Minatore d’oro, prestigiosa onorificenza del Comune di Motta SG. Nel mese di novembre 2007 pubblicò un opuscolo intitolato «Pensieri, sentimenti e riflessioni sui Minatori di Motta San Giovanni» che volle distribuire gratuitamente agli alunni delle scuole elementari mottesi.

Fu un instancabile divulgatore della storia e dei valori dei minatori mottesi. Partecipò molte volte a incontri con scolaresche per parlare dei minatori mottesi e della loro vita con interviste e visite guidate nei luoghi del ricordo.

Nel 2010 venne insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza della Stella al merito del lavoro e nominato Maestro del Lavoro con la seguente motivazione ufficiale:

Ha iniziato a lavorare presso varie aziende edilizie all’età di 15 anni in qualità di “Operaio”.

   Nell’espletamento delle proprie mansioni ha sempre dimostrato straordinarie abilità, sia nell’esecuzione del lavoro che in quelle di organizzare il cantiere per il buon andamento di costruzioni di gallerie in Calabria, in Liguria ed in Campania.

   Ha, altresì, svolto come dipendente di imprese che gestiscono miniere e cave, attività di “Minatore” con abile manualità, pazienza e precisione.    Sensibile al ricordo dei caduti in miniera, nella sua terra natale è stato artefice di una iniziativa, finalizzata alla realizzazione di un complesso monumentale, su cui sono stati incisi i nomi dei minatori deceduti,come registro a perenne memoria. “

     Una delle sue più grandi soddisfazioni fu quando il Consiglio comunale di Motta San Giovanni sotto la Presidenza di Giovanni Gattuso e su iniziativa del sindaco pro-tempore Paolo Laganà con delibera nr.18 del 29 aprile 2011, decise di inserire l’Associazione dei minatori tra gli organismi di rilevanza statutaria accogliendo l’istanza che da tanto tempo insieme al comitato direttivo e a tutti i soci portava avanti.

     Partecipò sempre attivamente alla vita dell’associazione con proposte, idee e stimoli di ogni genere al fine di far vivere nella comunità mottese i valori ed i sacrifici dei suoi figli minatori. Sempre nei suoi pensieri ha avuto molto spazio l’associazione dei minatori affinché continuasse a testimoniare e trasmettere ai giovani l’epopea dei minatori del comune di Motta San Giovanni.

Il 22 dicembre 2017 la sua famiglia, la comunità di Motta San Giovanni e l’Associazione minatori mottesi hanno pianto la sua scomparsa. Una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e ai suoi amici minatori. Un benefattore. Un esempio di sacrificio e generosità.   Il 27 febbraio 2018 il Comitato Direttivo dell’Associazione dei minatori del Comune di Motta San Giovanni, sotto la presidenza di Francesco Genoese, con cui Santo Calabrò ha condiviso tanta passione ed impegno per i minatori e per l’associazione, ha voluto deliberare di intitolare la propria sede sociale al suo presidente onorario.

     Il 27 giugno del 2018 con una suggestiva cerimonia è stata scoperta la relativa targa in lastra marmorea.

Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco Giovanni Verduci che ha ricordato la figura e l’azione svolta da Santo Calabrò a favore dei minatori, il Viceconsole dei Maestri del lavoro della città metropolitana di Reggio Calabria Nicola Morabito che lo ha ricordato nella sua missione di maestro del lavoro, il parroco don Giovanni Gullì che ha benedetto la targa con la presenza di molti soci dell’associazione dei minatori e di tanti cittadini mottesi. La cerimonia è stata presieduta dal presidente dell’associazione Francesco Genoese ed il discorso ufficiale, carico di emozioni, è stato tenuto dalla segretaria Tita De Salvo-Calabrò, per la famiglia di Santo Calabrò è intervenuto il genero e socio dell’associazione Antonino Sgrò per ringraziare l’associazione e tutti i partecipanti.

Particolare attenzione Santo Calabrò rivolse alle nuove generazioni. Egli ha voluto fare un lascito ai giovani mottesi con il suo testamento morale a loro rivolto ove testualmente ha scritto:

 Cari giovani mottesi questo è un luogo sacro ove viene conservata la memoria di tutti i minatori del Comune di Motta San Giovanni. Va rispettato e valorizzato perché in esso e rifluito quel sacrificio e quell’impegno che tutti i vostri padri minatori hanno profuso nelle tante gallerie ove hanno sparso il loro sudore e talvolta anche il loro sangue. A voi giovani il dovere di accogliere questo lascito che nasce dal profondo del cuore di un minatore che ha condiviso le fatiche dei vostri padri.”      Queste parole ha voluto che fossero scolpite in una lastra di marmo e posizionata a futura memoria al Parco delle Rimembranze di contrada Leina di Motta. 

 

Foto e biografia inserita dalla figlia Lucia Calabrò

conforme alla richiesta protocollo nr. 34 del 2 maggio 2019

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